
Conclusa la seconda edizione di Controcampi
4 Dicembre 2025Giovedì 4 dicembre 2025 a Roma presso la Curia Iuria, antica sede del Senato Romano, inserita nella maestosità del Parco archeologico del Colosseo, è stata presentata la pubblicazione “La Cripta del Peccato Originale di Matera – codice di conservazione”, (a cura di Gisella Capponi e Giulia Caneva, edizioni Gangemi Roma), promossa e finanziata dalla Fondazione Zétema di Matera.
Gli onori di casa con i saluti istituzionali sono stati offerti dalla dott.ssa Alfonsina Russo, Capo del Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura, e dal dott. Simone Quilici, Direttore del parco Archeologico del Colosseo.
Raffaello de Ruggieri, Presidente della Fondazione Zétema, ha motivato le ragioni della pubblicazione dirette a diffondere il lavoro esemplare compiuto, con il coordinamento del compianto Michele D’Elia, nel restauro, nella manutenzione programmata e nella valorizzazione dell’eccezionale monumento rupestre materano.
Di fronte ad un numeroso e qualificato pubblico, segnato dalla presenza dei massimi rappresentanti nel campo del restauro, ministeriali e universitari, i relatori Alessandro Viscogliosi, prof. Ordinario di Storia dell’Architettura Antica e Medioevale della Sapienza Universitaria di Roma, Giulia Caneva prof. Ordinario di Botanica Ambientale ed Applicata Università Roma Tre e Angela Amendola restauratrice, presidente dell’impresa Conservazione Beni Culturali Roma, hanno tracciato i percorsi professionali e scientifici del costituito gruppo interdisciplinare, protagonista di un impareggiabile intervento di conservazione e di fruizione di una delle chiese rupestri più significative del Mezzogiorno d’Italia, illuminata da un ciclo pittorico steso 500 anni prima di Giotto.
Il metodo di salvaguardia degli affreschi, unici e sorprendenti, è stato oggetto di una puntuale analisi degli intervenuti, i quali hanno riconosciuto le corrette operazioni di restauro, esaltate da tre inedite attività di manutenzione programmata.
Il coordinamento degli interventi, la professionalità degli operatori e l’applicazione di aggiornate metodologie manutentive hanno prodotto la codificazione di regole capaci di esprimere la costruzione impareggiabile di un vero e proprio codice di pratica, in grado di affrontare ogni ulteriore iniziativa conservativa del patrimonio rupestre meridionale.
Al termine della presentazione la dott.ssa Russo, ha ringraziato gli artefici di un lavoro così esemplare e rigoroso ed in particolare Raffaello de Ruggieri per aver consentito la costruzione di questo inedito e replicabile codice di conservazione.




