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Il Distretto Culturale dellHabitat Rupestre della Basilicata
Da Melfi a Metaponto, lungo la dorsale bradanica, la Basilicata è costellata da numerosi e significativi presídi rupestri: antichi agglomerati urbani, monasteri ipogei, chiese e cripte spesso illuminate da sorprendenti preziosissimi affreschi.
Tale tipologia insediativa trova nei Sassi di Matera l'esempio più noto e importante. Gli antichi rioni materani, con il 35% delle abitazioni in grotta, esprimono la più incredibile e spettacolare interpretazione urbana della natura.
Il fenomeno della vita in grotta non va però considerato conseguenza di una presunta precarietà civile ed economica delle popolazioni: la scelta di trasformare un antro roccioso in dimora o in luogo di culto fu un diffuso sentire, un costume, una cultura delle comunità.
A rafforzare questa concezione abitativa contribuì lestesa presenza, in epoca medievale, del monachesimo benedettino e greco-italiota che assunse il ruolo di ispiratore e di educatore, religioso e sociale, delle popolazioni locali.
La suggestione dei luoghi e la singolare compenetrazione tra ambiente, architettura e arte rendono tali siti irripetibili ed uniche testimonianze storico-artistiche.
Lidea di un Distretto Culturale dell'Habitat Rupestre della Basilicata è nata, dunque, con lo scopo di creare un modello concreto di intervento per valorizzare questa peculiarità del territorio riconoscendola come matrice di identità e trasformandola in strumento di sviluppo locale.
Linteresse non si è però focalizzato solo e soltanto sull'area rupestre monastica alto-medievale e sui Sassi di Matera ma si è voluto ottimizzare lofferta con una proposta differenziata che va dal Vulture al Materano, dalla preistoria allarte contemporanea. La polivalente e molteplice forza attrattiva dei siti prescelti può essere determinante per lautosostenibilità del sistema.
I luoghi individuati sono risultati i seguenti:
Melfi (PZ): chiese rupestri di Santa Margherita e Santa Lucia (XIII-XIV sec. d.C.)
Filiano (PZ) – sito archeologico di Tuppo dei Sassi: dipinti murali a figure rosse (cervi e simboli arborei) del periodo mesolitico (9000 a.C)
Oppido Lucano (PZ): chiesa rupestre di SantAntuono (XIII-XIV sec. d.C.)
Matera – località Petrapenta: Cripta del Peccato Originale (VIII-IX sec. d.C.)
Matera – Sasso Barisano: chiese rupestri di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci (sec. XI-XII)
Matera – località Murgia Timone (Parco Regionale della Murgia Materana): chiesa rupestre di Madonna della Croce (sec. XIII)
Matera – Sasso Caveoso: Museo della Scultura Contemporanea in Palazzo Pomarici e nei relativi locali ipogei.
Le opere riabilitative serviranno a sottrarre tali siti dal degrado e dalloblio, mentre gli investimenti nella valorizzazione e nella gestione punteranno a rafforzare lintegrazione del Distretto con le attività locali (produttive e terziarie), stimolando la reciproca crescita economica.
Per quanto riguarda gli interventi conservativi, sarà utilizzato un modello di metodologie e di tecnologie innovative, già felicemente sperimentato ed impiegato nel restauro della Cripta del Peccato Originale.
Il progettato bacino integrato di offerta culturale potrà estendersi ad altri presidi eccellenti (Venosa, Acerenza, Irsina, Metaponto, Anglona, ecc.) integrandosi anche alla contermine area pugliese.
Il Distretto potrebbe inoltre promuovere un centro internazionale di studi e documentazione sullhabitat rupestre mondiale.
Il telaio struttrale del progetto (spese di investimento per il restauro e la riqualificazione dei luoghi) è garantito dal finanziamento concesso dallACRI (Progetto Sviluppo Sud), ed erogato dalla Fondazione Cariplo di Milano, dalla Fondazione Carisbo di Bologna e dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Piacenza e Vigevano.
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