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Il progetto


Linee progettuali

Il Progetto accoglie essenzialmente due input progettuali: il primo riguarda il restauro dell'edificio nelle sue componenti costruttive ed architettoniche, il secondo si pone come obiettivo la reinterpretazione dello spazio interno inteso come contenitore di opere d'arte e di vita vissuta nel rispetto della filosofia di vita e artistica di chi lo ha voluto tale.

Alla fase di restauro appartengono tutte le opere murarie di cuci e scucì, il ripristino di alcuni elementi architettonici come la balaustra e quant'altro sia necessario a restituire al manufatto architettonico la sua dignità storica e costruttiva.

La seconda linea progettuale è legata essenzialmente all'interpretazione degli spazi interni, visti come contenitori di esperienze artistiche e di vita quotidiana. L’ambiente interno viene così racchiuso in una spazialità contemporanea realizzata con tecnologie attuali, che si pone in relazione e dialogo con le murature, con lo spazio originario e con le attività in esso svolte. Nasce così un percorso di volumi scatolari che per mezzo di una studiata alternanza di pieni e di vuoti dialogano con i volumi che li contengono e che sono pertanto visibili e resi comprensibili proprio dall'attenzione posta nella scelta delle nuove geometrie.

Vengono realizzate volte a vela o a padiglione tagliate a duplice curvatura in modo da rendere fruibile parte della volta originaria; lo stesso viene fatto sulle pareti, alcune delle quali interessate da affreschi che verranno restaurati e inquadrati da strategici tagli negli elementi in cartongesso e che a loro volta faranno da supporto alle opere d'arte contemporanee. Come nel progetto originario, la Cappella riveste il ruolo di emergenza architettonica all'interno dell’edificio, tale da essere l'unica stanza in cui non si interviene con i nuovi elementi lasciando a vista la bella volta a crociera. La Cappella viene concepita come un luogo di contemplazione artistica in cui verranno esposti i pezzi più singolari; l'affaccio sulla Gravina, mediato dalla presenza dell'abside, rende il dialogo artistico-contemplativo ancora più suggestivo. Il percorso progettuale investe sia ambiti artistici-museografici che domestici.

La Casa di Ortega diventa così il contenitore di esperienze artistiche senza assumere la forma tipologica delle fabbriche museali; vengono infatti percorse tutte le attività quotidiane come il riposo, la cucina e il soggiorno. In particolare, la parte dell'immobile di proprietà del Consorzio “Altobello Persio" viene gestita progettualmente come un vero e proprio spazio abitativo, in cui la realizzazione di tutte le finiture e gli stessi arredi saranno opera degli artigiani operanti nella vicina scuola di Via Civita.





La legge 21/11/2000 n.342

In forza dell'art. 38 della legge 21/11/2000 n.342 (misure in materia fiscale), pubblicato sul supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 276 dei 25/11/2000, le imprese possono ottenere la completa deducibilità dei costi per il finanziamento di progetti culturali a vantaggio di enti pubblici e privati individuati nel decreto ministeriale dell' 11/04/2001, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 173 dei 27/07/2001.

Con tale norma, in sostanza, le imprese possono dedurre completamente dal reddito di impresa le erogazioni liberali in denaro a favore dello Stato, delle Regioni, degli enti locali, degli enti o istituzioni pubbliche, delle fondazioni e delle associazioni legalmente riconosciute. Le erogazioni dovranno essere finalizzate, in particolare alla realizzazione di programmi culturali nei settori dei beni culturali e dello spettacolo. L'impresa, in definitiva, può dedurre interamente il contributo versato dal reddito imponibile di impresa.

Tale riconosciuta deducibilità può consentire alle imprese interessate di finanziare, con libera contribuzione, la realizzazione di un progetto esemplare e originale come quello della Casa di Ortega, imputando la erogazione liberale alla Fondazione Zétema - Centro per la Valorizzazione e Gestione delle Risorse Storico Ambientali, con sede legale in Matera, Recinto Cavone n.5 - Palazzo Pomarici) - (P.I. 00672630779), soggetto giuridico rientrante tra i beneficiari previsti dalla legge.





 

Josè Ortega

 

Matera: natura, cultura e avventura.

Il sito web "La città dell’uomo" è un tributo alla straordinaria avventura umana sviluppatasi nei secoli a Matera e nel suo territorio.

La Fondazione Zétema - in coerenza con la propria missione istituzionale - ha realizzato questo strumento per consentire - soprattutto ai giovani - un approfondimento su Matera intesa come museo a cielo aperto della vicenda umana.

Visita il sito della Città dell'uomo.

 

Fondazione Zétema
Palazzo Pomarici - Recinto Cavone, 5 - 75100 Matera (MT)
Tel. 0835.33.05.82 - Fax Tel. 0835.33.64.39 - Email: zetema@tin.it

 

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