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Tardogotico e Rinascimento in Basilicata


La pubblicazione investe i risultati di una ricerca compiuta dalla Fondazione Zétema e affidata al prof. Francesco Abbate (professore ordinario di Storia dell'Arte Moderna presso l'Università di Lecce) ed alla responsabilità scientifica del prof. Michele D’Elia.

L’attività di ricerca si è protratta per circa quattro anni ed ha avuto come tema l'età del Rinascimento in Basilicata, comprendente anche la fase precedente che riguarda la cultura tardo-gotica.

I1 Rinascimento è tra le realtà artistiche meno studiate del Sud, a differenza dell'epoca romanica e federiciana (le epoche più frequentate dagli studi riguardanti Puglia e Basilicata) e il Sei-Settecento, che ha goduto dell'effetto “trascinamento” per essere sostanzialmente a rimorchio della produzione artistica della capitale Napoli.
L’opera rappresenta, pertanto, un qualificante tassello per meglio conoscere le testimonianze Rinascimentali meridionali. Lo studio ha analizzato un periodo storico poco conosciuto ed ha documentato un inedito patrimonio culturale smentendo quella antica e frettolosa ipotesi secondo cui la Basilicata, “zona selvaggia e periferica”, sia stata, anche in quegli anni (dalla fine del 1300 agli inizi del 1500), un territorio inerte, privo di vivacità e di fermenti creativi, una terra primordiale senza tempo e senza storia che in campo storico-artistico avrebbe prodotto unicamente manufatti artigianali, di quasi esclusivo interesse demo-antropologico.
Si è voluto dimostrare, viceversa, che sussistono testimonianze notevoli di quel periodo (e non soltanto) della storia dell’arte italiana. In particolare la regione lucana non fu un’area territoriale “autarchica” e indifferente ai circuiti culturali del tempo, anzi la sua posizione di snodo favorì rapporti e confluenze con i flussi culturali provenienti dal Tirreno e dall’Adriatico.
Nonostante le terribili devastazioni subite dal Mezzogiorno d’Italia durante le interminabili guerre di successione al trono degli Angiò, concluse agli inizi del ‘500 con la conquista del regno da parte degli Spagnoli, la Basilicata conserva tutt’ora, di quel periodo, un patrimonio storico-artistico notevole per qualità e quantità. Basti pensare agli splendidi polittici, alle maestose pale d’altare, alla serie di Madonne e Crocifissi disseminati fra chiese e conventi delle province di Matera e Potenza; non meno importanti la serie di affreschi disseminati tra Miglionico, Matera, Tursi, Senise, Lavello, Calciano, altrettanto indispensabili per la comprensione delle vicende artistiche di questo momento nell’area lucana.

La pubblicazione comprende un’ampia relazione espositiva ed interpretativa redatta dal prof. Francesco Abbate e quindi la analitica esposizione critica del notevole patrimonio censito e studiato, attraverso schede redatte dalle ricercatrici Antonella Cuciniello (indagine storica, profili degli autori, opere di pittura e di arti minori) e Rita Bianco (scultura).






 

Matera

A Matera, nei "vicinati" e nei "casali", per millenni si è sedimentata una particolare civiltà che lentamente si è imposta all'attenzione nazionale ed internazionale. La Fondazione Zétema contribuisce all'opera di valorizzazione del patrimonio storico-artistico di Matera e del suo territorio.

Matera: natura, cultura e avventura.

Il sito web "La città dell’uomo" è un tributo alla straordinaria avventura umana sviluppatasi nei secoli a Matera e nel suo territorio.

La Fondazione Zétema - in coerenza con la propria missione istituzionale - ha realizzato questo strumento per consentire - soprattutto ai giovani - un approfondimento su Matera intesa come museo a cielo aperto della vicenda umana.

Visita il sito della Città dell'uomo.

 

Fondazione Zétema
Palazzo Pomarici - Recinto Cavone, 5 - 75100 Matera (MT)
Tel. 0835.33.05.82 - Fax Tel. 0835.33.64.39 - Email: zetema@tin.it

 

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