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Ufficio Stampa


Inaugurazione della Cripta del Peccato Originale
23 settembre 2005

L’intervento di conservazione, valorizzazione e fruibilità della Cripta del Peccato Originale, ubicata nell’agro del Comune di Matera, assume un valore emblematico poiché si pone come modello di riferimento scientifico per i futuri interventi di restauro del patrimonio rupestre meridionale. Infatti, a lavori conclusi, si dispone di un autorevole e collaudato codice di pratica per le attività di tutela e di riuso delle testimonianze dell’habitat rupestre non solo lucano.
Il luogo prescelto per tale sperimentazione è risultata la cripta del Peccato Originale sia per le sue condizioni strutturali sia per la qualità assoluta del suo ciclo pittorico.
La chiesa rupestre, infatti, rappresenta una delle più antiche e significative testimonianze dell’arte nel Mezzogiorno d’Italia poiché documenta il luogo cultuale di un cenobio rupestre benedettino del periodo longobardo (secc. VIII-IX).
La cripta si apre nella porzione superiore della parete che limita la profonda incisione del torrente Gravina di Picciano. Tale incisione mette chiaramente in rilievo l’ossatura geologica della zona che risulta costituita da calcari cretacei, da calcareniti bianco-giallastre del Calabriano e da depositi alluvionali e colluviali. La cripta è appunto modellata con l’ampliamento di una originaria cavità delle calcareniti calabriane e articolata negli spazi liturgici del vestibolo, dell’aula e di tre presbiteri absidati.
Accanto alla particolarità geologica del sito, l’ipogeo assume una eccezionale importanza per la presenza di un vasto ciclo pittorico di scuola benedettina-beneventana. L’umile frescante, ricordato come ‘Il Pittore dei Fiori di Matera’, ha infatti steso sulla parete di fondo dell’ipogeo il racconto biblico della creazione di Adamo ed Eva, della tentazione di Eva e dell’offerta del frutto proibito ad Adamo. Il racconto vetero-testamentario si chiude con la presenza dell’immagine di Cristo redentore e con le scene della creazione della Luce e delle Tenebre. Le tre absidi sono poi illuminate da tre triarchie rappresentanti gli Apostoli, gli Arcangeli e la Vergine Regina.
La chiesa rupestre della Cripta del Peccato Originale - scoperta dai soci del circolo culturale ‘La Scaletta’ di Matera il 1 maggio 1963 e ritenuta all’epoca la più importante scoperta di archeologia cristiana degli ultimi cinquant’anni - rappresenta un unicum in tutto il contesto del Mediterraneo, perché testimonianza di una pittura che esprime i caratteri storici dell’arte benedettina-beneventana riassunta stilisticamente dalla temperie culturale longobarda. Secondo la più recente interpretazione l’arte del Mezzogiorno d’Italia trova in questo eccezionale oratorio rupestre una delle sue tappe iniziali, poiché la datazione degli affreschi è ormai collocata tra la fine dell’VIII e l’inizio del IX sec. d.C.; inoltre la testimonianza pittorica rappresenta un autentico hapax nel complesso criptologico meridionale, un unicum per la peculiarità del registro espressivo e per la rara scelta tematica del ciclo vetero e neo-testamentario.
Purtroppo questo straordinario antro di roccia racchiudente simile testimonianza è stato per quarant’anni ignorato e abbandonato, trasformato in un oltraggioso ovile. Muschi, licheni, cianobatteri hanno aggredito i segni figurativi del pittore dei fiori di Matera. La modifica del clima della zona, dovuta alla presenza dell’invaso di San Giuliano, ha contribuito ad accelerare i tempi e i modi della aggressione naturale, chimica e biologica sugli affreschi.
Di fronte a tanto degrado, utilizzando la personalità giuridica della Fondazione Zétema di Matera e la disponibilità dei signori Vincenzo Dragone, Luigia Di Pede e Cataldo Dragone, proprietari della grotta, è stato possibile avviare un progetto di recupero integrale, scientifico ed esemplare del monumento rupestre. Donando la grotta alla Fondazione Zétema di Matera, la famiglia di Vincenzo Dragone ha consentito di poter attivare una azione progettuale finalizzata ad ottenere i necessari finanziamenti per coprire il costo della operazione conservativa ammontante a circa €. 750.000,00.
Il progetto di restauro predisposto dalla associazione professionale studio SDIA di Matera, la consulenza dell’Istituto Centrale del Restauro, l’impegno di professionisti di grande esperienza, la responsabilità scientifica affidata al prof. Michele D’Elia (già direttore dell’I.C.R.) e quella tecnica all’ing. Sante Lomurno dello studio SDIA, hanno garantito la qualità dell’intervento di bonifica, di conservazione, di restauro e di tutela del sito. Dopo le indagini propedeutiche effettuate dall’equipe del prof. Ippolito Massari (bioclima), dalla prof.ssa Giulia Caneva e dalla società “Pangea” (biodeterioramento), dalla M.C.M. (mappature del degrado), l’intervento, sotto l’alta sorveglianza delle Soprintendenze competenti e la responsabilità di Doretta Mazzeschi, è stato condotto dai restauratori della C.B.C di Roma e della “Ocra” di Matera, con l’apporto determinante dell’impresa edile “La Riuscita” di Pomarico con il suo direttore tecnico geom. Michele Cetera.
La articolata presenza di tali competenze ha così costruito il programmato modello scientifico di riferimento. Infatti la cripta è stata sottoposta per un anno a monitoraggio bioclimatico per verificare le condizioni ambientali nei differenti periodi stagionali. Sono state svolte anche indagini geologiche e geotecniche per verificare le situazioni statiche e di sicurezza del complesso grottale. Inoltre, al fine di debellare il tessuto microbatterico che copriva gli affreschi sono state fatte indagini diagnostiche sul biodeterioramento, il censimento dell’articolata colonizzazione biologica e la selezione dei biocidi più pertinenti per l’abbattimento delle coperture biologiche. Inoltre si è provveduto all’isolamento della copertura esterna degli ipogei attraverso un capillare drenaggio delle acque e l’utilizzo di “cappotti” di bentonite. Quanto al vero e proprio intervento di restauro del ciclo pittorico, prima degli interventi di rigorosa e certosina pulizia manuale con strumenti di alta precisione, sono state sperimentate con successo tecniche innovative come, ad esempio, l’uso di una resina scambiatrice di ioni che ha permesso di rimuovere gli strati di calcare bianco, di muschio e dei cianobatteri.
La energizzazione del complesso, progettata dalla società S.P.A.C.E. di Matera avverrà attraverso energia pulita (pannelli fotovoltaici) necessaria sia per la illuminazione della cappella rupestre (fibre ottiche) sia per la sicurezza ed il controllo del complesso (sensori anti-intrusione e videocamere).
Hanno garantito l’intervento risorse proprie della Fondazione per circa €. 220.000,00, il finanziamento di circa €. 220.000,00 concesso dalle Fondazioni Bancarie Cariplo di Milano, Carisbo di Bologna e la Fondazione di Piacenza e Vigevano, nell’ambito del progetto ‘Sviluppo Sud’ promosso dall’ACRI e le erogazioni di €. 129.114,22 e di €. 192.262,00 provenienti dai fondi dell’otto per mille dell’IRPEF a diretta gestione statale degli anni 2001/2002.
La cripta, con la partecipazione dell’avv. Giuseppe Guzzetti della Fondazione Cariplo di Milano e della dott.ssa Caterina Bon Valsassina, direttore dell’ICR di Roma, sarà inaugurata il prossimo 23 settembre 2005 e successivamente, sarà aperta al pubblico degli studiosi e dei visitatori il cui numero d’accesso sarà contingentato (massimo 10 persone) con un intervallo tra visita e visita di almeno un’ora. Con ulteriore comunicato saranno offerte notizie puntuali sui tempi, i modi e i costi di tale accesso, poiché la Fondazione Zétema ha già previsto la manutenzione programmata triennale del ciclo pittorico con una spesa di non meno €. 120.000,00.
Il programma della inaugurazione è il seguente:

VENERDÌ 23 SETTEMBRE 2005
(Azienda Agricola Dragone – Località Pietrapenta):

ORE 11.00 - Presentazione del progetto culturale e di restauro

INTERVENTI

- avv. Raffaello de Ruggieri
(Presidente Fondazione Zétema - Matera)

- ing. Sante Lomurno
(progettista e direttore dei lavori di restauro)

- dott.ssa Caterina Bon Valsassina
(Direttore I.C.R. - Roma)

- avv. Giuseppe Guzzetti
(Presidente ACRI - Roma e Fondazione Bancaria Cariplo - Milano)

- prof. Michele D’Elia
(direttore scientifico Fondazione Zétema, già Direttore I.C.R - Roma)

ORE 12,15 - Visita al monumento ipogeo restaurato





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