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La Cripta del Peccato Originale


La scoperta

La chiesa rupestre del Peccato Originale fu scoperta il 1 maggio 1963. Sino a tale data essa era totalmente sconosciuta.

In quel periodo i soci del Circolo culturale ‘La Scaletta’ di Matera, erano impegnati nella ricognizione del patrimonio storico-artistico-naturale di Matera con un’attenzione particolare al fenomeno inesplorato della civiltà rupestre. L'obiettivo era quello di recuperare e valorizzare l’identità storico-culturale di Matera, violentata da un demagogico vuoto di memoria collettiva che l’aveva bollata come la “città dei trogloditi” e come vergogna e infamia nazionale.

Le prime notizie sull’esistenza della cripta erano state raccolte dalla testimonianza di un anziano contadino che da ragazzo faceva il pastore di pecore lungo la Gravina di Picciano. Raccontò che a volte riparava il gregge in un ampia grotta, detta dei ‘Cento Santi’, perché decorata da numerose immagini di santi, e che dormiva su un giaciglio posto in una “grotticella”, protetto dagli occhi spalancati dei tre Arcangeli, Michele, Gabriele e Raffaele.

Queste indicazioni trovavano conforto anche dalla lettura di uno scritto del Ridola ove l’archeologo materano raccontava: “…in altra grotta lontana, che viene chiamata dei Santi, son dipinti insieme, San Michele, San Gabriele e San Raffaele” (Domenico Ridola, La Grotta dei pipistrelli, Matera, 1906 pag.7).

Nel pomeriggio del l maggio 1963 quattro soci del circolo ‘La Scaletta’ (Carlo Scalcione, Teresa De Ruggieri, Maria Sinatra e Raffaello De Ruggieri) partirono per una delle consuete esplorazioni dell’agro materano. Parcheggiarono l’auto ai margini di un folto uliveto e raggiunsero il ciglio del torrente Gravina, che percorsero per circa mille metri. Improvvisamente la gola del torrente si aprì in una sinuosa ansa, dagli spalti rocciosi punteggiati di cavità e segnati da collegamenti verticali (i gradini scalpellati nella roccia) e da servizi (depositi, pozzi, canali di raccolta delle acque). I1 tutto in un dolce declivio esposto in pieno mezzogiorno. Ai loro occhi, ormai esperti, era il segnale di un insediamento rupestre.

Sul versante opposto era ben visibile una cavità più grande guardante ad est. Si trattava proprio della grotta dei ‘Cento Santi’ che fu poi ribattezzata ‘Cripta del Peccato Originale’, per l’esistenza di uno straordinario ciclo pittorico con la scena della creazione dei progenitori e del peccato originale.
I1 monumento ipogeo fu considerato come la più importante scoperta di archeologia cristiana degli ultimi anni ed il Circolo La Scaletta, in data 2 giugno 1967, ricevette, dal Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat e dal Ministro della Pubblica Istruzione Luigi Gui, il Diploma di Medaglia d’oro ai benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte per l’attività di ricerca e documentazione sugli insediamenti rupestri del Materano.





 

La cripta del peccato originale

Assolutamente originali nell'iconografia e nella storia delle chiese rupestri sono gli affreschi della Cripta del Peccato Originale. La chiesa, nota anche con il nome "Grotta dei cento santi", prende il nome dal pannello, posto sulla parete di fondo, che riproduce l'episodio biblico del Peccato Originale.

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