Restauro del sito preistorico “Riparo Ranaldi” di Filiano (PZ)    
 Progetto di recupero e valorizzazione  
  Progettazione: Fondazione Zétema
  Direzione lavori: ing. Sante Lomurno - Studio Sdia, Matera
  Collaborazione: Istituto Centrale del Restauro - Roma
 

Fra i luoghi più rappresentativi ed emblematici nel panorama rupestre della Basilicata è da annoverare il “Riparo Ranaldi” in agro di Filiano (PZ). Siamo in località Tuppo dei Sassi, nei boschi della riserva naturale “I Pisconi”. Qui, a circa 800 metri di altezza, si trova nascosta, sotto uno sperone di roccia arenaria, l'unica testimonianza di dipinti preistorici della regione che può essere considerata ideale punto di partenza di un itinerario storico-artistico lucano.
Il sito risale al periodo mesolitico (circa 10000 anni fa) ed era frequentato da comunità primitive di cacciatori-raccoglitori.
L’importante ritrovamento - effettuato nel 1965 dall'allora direttore del museo provinciale di Potenza, Francesco Ranaldi - è la più antica e più originale documentazione della cultura dell'uomo in Basilicata.
Le pitture, di colore rosso steso con le dita, rappresentano scene di caccia connesse probabilmente a rituali propiziatori.
I dipinti, che occupano una superficie alta 52 cm. e larga 46 cm, riproducono animali (probabilmente cervi) accostati a figure antropomorfe e simboli arborei.
Queste primordiali immagini costituiscono, inoltre, una interessante testimonianza dello sviluppo intellettivo delle popolazioni insediate nella zona, capaci di elaborare concetti ispirati alla vita quotidiana e alle forme della natura e di riprodurli in espressioni artistiche.


II progetto intende verificare, in una "situazione ambientale" obiettivamente diversa dalle altre, il metodo calibrato in occasione del restauro della Cripta del Peccato Originale.
Sono state effettuate tutte le preliminari indagini microclimatiche, archeologiche, diagnostiche e botaniche; inoltre si è proceduto alla messa in sicurezza dei massi che sostengono e coprono la parete rocciosa molto instabile per l’erosione naturale. E’ stato anche realizzato un comodo sentiero di accesso (m. 700 circa) attraverso il secolare bosco per agevolare la visita dello straordinario luogo della cultura.
La apertura alla pubblica fruizione è prevista per la prossima estate.

In primo piano

Il 23 luglio è stata riaperta alla pubblica fruizione la Cripta del Peccato Originale.
Saranno Tommaso Strinati e Patrizia Sandretto Re Rebaudengo rispettivamente il direttore e il consulente scientifico dei presidi culturali della Fondazione Zétema di Matera.
Si comunica che il giorno 30 giugno 2015 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, IV Serie Speciale, n.49, il 66° bando di concorso per l’accesso ai...
Martedì 30 settembre u.s. alle ore 11,30 presso il Ministero Per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, presso la Direzione Generale per la valorizzazione del patrimonio...
intervento di Raffaello de Ruggieri Autorità, Signore e Signori, evito il rituale preambolo dei ringraziamenti perché la gratificazione ai numerosi e preziosi soggetti attuatori...