Il ‘Casone della Murgia’    
 2009/2010 - Progetto di recupero e valorizzazione  
  Progettazione: Fondazione Zétema
  Direzione: Ing. Massimiliano Burgi
  Collaborazione: Ente Parco delle Chiese Rupestri del Materano
 

L’intervento di recupero riguarda un antico manufatto denominato “Casone della Murgia”, un’eccellente esempio dell’architettura agricolo-pastorale della Murgia materana per la produzione casearia, risalente al XVIII secolo.
L’edificio è una struttura, unica nel suo genere, composta da tre ambienti: un corpo centrale e due stanze ad esso laterali.
Il corpo centrale, destinato alla stagionatura dei formaggi e al soggiorno degli operai, è di forma circolare e sormontato da una cupola in tufo che sembra ispirata dalle architetture orientali. Su questo ultimo lato sud si innalza un bellissimo comignolo.
Il Casone è una composizione architettonica tanto insolita, quanto affascinante. Per queste pregevoli peculiarità è stato paragonato ad una piccola moschea islamica con il minareto.
Il rilievo e lo studio dei particolari compositivi effettuati fanno ipotizzare un disegno progettuale del Casone realizzato da un architetto o artista o altra figura tecnica a noi sconosciuta. Infatti il Casone, pur essendo nato come una struttura di servizio contiene significativi elementi di decoro, indicativi di una costruzione premeditata sulla carta.
Con l’abbandono da parte dell’azienda della produzione casearia il Casone ha subito un lento un processo di degrado, legato più che altro alla crescita di piante e arbusti infestanti la struttura.
Il progetto di recupero di questo manufatto, proposto e finanziato dalla Fondazione Zétema che possiede il suddetto immobile in comodato d’uso, prevede un intervento atto al il ripristino dell’intero Casone seguendo e riproponendo tecniche costruttive tradizionali e tecniche innovate compatibili con il materiale calcareo di cui è composta la struttura.
Riconquistare alla vita costruzioni come il Casone produce un legame significativo tra il paesaggio e manufatto: si genera valore al paesaggio che generosamente lo restituisce al manufatto, creando così un nuovo rapporto osmotico che era stato interrotto bruscamente.
L’intervento in un luogo protetto come il Parco della Murgia Materana stimola, infine, un processo di attenzione quasi sacra verso il corretto recupero, diventando a sua volta un'esperienza di successo da replicare in tutti i luoghi in cui equilibrio e armonia siano stati spezzati.

In primo piano

Il 23 luglio è stata riaperta alla pubblica fruizione la Cripta del Peccato Originale.
Saranno Tommaso Strinati e Patrizia Sandretto Re Rebaudengo rispettivamente il direttore e il consulente scientifico dei presidi culturali della Fondazione Zétema di Matera.
Si comunica che il giorno 30 giugno 2015 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, IV Serie Speciale, n.49, il 66° bando di concorso per l’accesso ai...
Martedì 30 settembre u.s. alle ore 11,30 presso il Ministero Per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, presso la Direzione Generale per la valorizzazione del patrimonio...
intervento di Raffaello de Ruggieri Autorità, Signore e Signori, evito il rituale preambolo dei ringraziamenti perché la gratificazione ai numerosi e preziosi soggetti attuatori...